(Adnkronos) – È stato talmente esilarante leggere nel 2025 Zio Paperone parlare in milanese e napoletano (e non solo) che 'Topolino' lo ha fatto di nuovo. Da domani, mercoledì 14 gennaio, il settimanale edito da Panini Comics torna in edicola con una storia in dialetto. "Eravamo partiti da alcuni tra i dialetti più iconici e diffusi, non sapevamo se saremmo andati avanti con l'iniziativa, anche se la speranza c'era. E siamo stati sommersi dalle richieste di aggiungere altri dialetti", spiega all'Adnkronos il direttore editoriale Alex Bertani. Oltre alla versione in italiano, il numero 3660 di 'Topolino' sarà disponibile in Emilia-Romagna, Liguria, Calabria e Valle d’Aosta in quattro versioni speciali, con la storia 'Paperino lucidatore a domicilio', scritta da Vito Stabile per i disegni di Francesco D’Ippolito, tradotta rispettivamente in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano. E' la terza volta che 'Topolino' parla dialetto, dopo il grande successo dei numeri 3608 di gennaio 2025 (con la storia 'Zio Paperone e il PdP 6000' tradotta in catanese, fiorentino, milanese e napoletano) e 3619 di aprile 2025 (con la storia 'Topolino e il ponte sull’oceano' tradotta in romanesco, barese, torinese e veneziano) e arriva in occasione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali, che ricorre ogni 17 gennaio. L'iniziativa era partita proprio un anno fa ed era stata una vera rivoluzione, non solo per 'Topolino' ma per il mondo del fumetto in generale. "Credo sia stata la prima volta in cui il fumetto si è aperto verso lingue non ufficiali", spiega Bertani. Ma come nasce l'idea di far parlare Topolino e Paperino in dialetto? "È sempre stato un po’ un mio pallino", ammette. Un po' per omaggiare la "ricchezza linguistica che abbiamo in Italia, anche perché ognuno di questi dialetti ha un’identità molto forte, radicata nel territorio". E poi perché, spiega "i dialetti hanno spesso un’efficacia umoristica molto elevata. Mi è capitato di assistere a spettacoli in dialetto e a volte l’italiano non riesce a dare la stessa valenza ironica e umoristica. E siccome 'Topolino' contiene soprattutto umorismo e divertimento ho pensato a questo matrimonio". "Non nego che all’inizio la redazione stessa fosse un pochino titubante", ammette Bertani. Dal momento che 'Topolino' si porta dietro "questa identità di aver insegnato a leggere agli italiani", si pensava che far parlare i personaggi in dialetto non fosse nel dna nel settimanale. "Ci abbiamo ragionato sopra un po’, ma io sono un testone. È stato complicato anche dal punto di vista della gestione, perché molti di questi dialetti hanno tantissime tipologie leggermente diverse che cambiano da città a città, basta spostarsi di 10 chilometri per trovare una versione differente. Quinci ci siamo rivolti a degli esperti che ci hanno aiutato a individuare" la versione del romanesco, del barese, del napoletano e di tutti gli altri dialetti finiti poi sul settimanale. Dietro 'Paperino lucidatore a domicilio', così come le due precedenti storie in dialetto, c'è circa un anno di lavoro, ossia tra i due e i quattro mesi in più rispetto alla normale gestazione che richiede una storia di 'Topolino', dal momento che oltre alla scelta della storia, la sceneggiatura, il disegno e il colore, c'è stata anche la fase di traduzione. Ma qual è la storia giusta da scegliere perché funzioni non solo in italiano ma anche in dialetto? Bertani spiega che, con la consapevolezza che queste storie sarebbero arrivate al grande pubblico, è stato scelto uno "storytelling più standard" rispetto a quello a cui oggi ci ha abituati 'Topolino', pieno di "temi ambiziosi" e "vicino alla realtà di oggi'. Il settimanale, dice il direttore, "ha una sua funzione formativa importante" ecco perché spesso nelle storie prova a far nascere una curiosità culturale o affronta grandi nodi del presente, come il ruolo della tecnologia o dei media, ma in questo caso sono state preferite "storie più neutre con aspetto umoristico preponderante e personaggi meno caratterizzati ma più vicini a quell'immagine che ha in mente chi non legge abitualmente 'Topolino'" e magari ricorda le storie incontrate da bambino. Con il numero 3660 'Topolino' parla altri quattro dialetti, ma l'iniziativa, vista la risposta positiva del pubblico, non finisce qui. Alex Bertani conferma che sono già in cantiere altri progetti e che c'è "l'idea di avere almeno una storia per ogni regione italiana". Finora l'iniziativa ha riscosso "gradimento e soddisfazione" nei lettori "per l'idea di proporre a un pubblico giovane delle storie in dialetto e per aver riportato l'attenzione sul tema". E poi, dice Alex Bertani, ha fatto divertire, che è sempre il primo obiettivo del settimanale. "Io stesso – dice Bertani – che ho voluto questa iniziativa avevo sottovalutato quanto sarebbe aumentata la carica di divertimento di queste storie". E zio Paperone che parla in genovese è veramente esilarante. (di Corinna Spirito)
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Topolino torna a parlare in dialetto, Bertani: “Così si ride ancora di più”

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