La Reggina vince l'atteso scontro al vertice e ridimensiona le ambizioni della Nissa. Finisce 2-1 per gli ospiti al termine di una partita che solo a tratti ha offerto spunti di calcio gradevole. Primo tempo sostanzialmente equilibrato con la Nissa che spreca una clamorosa occasione con De Felice (gli ex della Nissa difficilmente regalano soddisfazioni contro le loro precedenti squadre) e recrimina per un fallo di mano in area calabrese che poteva tranquillamente essere punito con il calcio di rigore. Nel finale tuttavia la Reggina sale in cattedra e chiude la Nissa nella propria metà campo facendo intravedere le avvisaglie dei pericoli che si presenteranno nella ripresa. Infatti nel giro di sette minuti grazie alle reti di Girasole e Giuliodori i calabresi prendono la partita in mano. Nissa poco fortunata in occasione del secondo gol aiutato da una fatale deviazione ma anche poco reattiva. La rete che poteva riaprire la gara, realizzata da Terranova al 70′, è apparsa tutto sommato casuale e non frutto di una pressione costante dei biancoscudati. Nel finale ancora una volta Palermo fallisce una clamorosa opportunità per pareggiare. Se la partita fosse finita in parità il risultato sarebbe stato giusto ma la Reggina non ha comunque rubato nulla. La dura e amara verità è che gli amaranto sono sembrati più squadra rispetto alla Nissa che non ha mai dato la sensazione di potere vincere la partita. Se la condizione atletica appare migliorata non si può parlare di una crescita del gioco di squadra. Di questo non si può assolutamente dare la colpa a mister Di Gaetano che è subentrato in corsa a gestire una squadra ricca di nomi di prestigio ma non costruita da lui. L'avversario era decisamente ostico, dotato di un organico di primo piano e in un momento di grande fiducia, ma la squadra biancoscudata ancora una volta non è stata all'altezza degli sforzi titanici della società e del presidente Giovannone. La sconfitta costituisce un duro colpo per le ambizioni della Nissa ma va detto che il campionato è ancora lungo e tutto può ancora succedere. Questo è il momento di ringraziare comunque il presidente Giovannone e di incoraggiarlo ad andare avanti. Se oggi si è disputato un incontro di alto livello contro una blasonata del calcio italiano il merito è tutto suo e Caltanissetta ha mostrato di esserne perfettamente consapevole. Occorre non scoraggiarsi e trarre i giusti insegnamenti dagli errori compiuti per farne tesoro.
Rombo di tuono
Una sconfitta che brucia: la Nissa si arrende alla Reggina, ma il campionato resta aperto

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