Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha respinto il ricorso del Comune di Serradifalco contro la proroga della valutazione ambientale per l’impianto TMB con discarica in contrada San Martino. Con la sentenza pronunciata il 27 marzo 2026, i giudici hanno dato ragione alla Regione Siciliana e alla società Caltanissetta T.M.B. S.r.l., confermando la legittimità della proroga di 24 mesi del giudizio di compatibilità ambientale già rilasciato nel 2019. Al centro del contenzioso, la richiesta del Comune di annullare in autotutela le autorizzazioni rilasciate negli anni scorsi per la realizzazione dell’impianto di trattamento meccanico-biologico con annessa discarica per rifiuti non pericolosi. L’amministrazione comunale aveva sostenuto che, nel frattempo, sarebbero emerse criticità idrogeologiche e geomorfologiche tali da mettere in discussione la sicurezza dell’area. Una tesi che però non ha trovato riscontro. Determinante, infatti, è stata la verificazione tecnica disposta dal TAR, che ha escluso qualsiasi cambiamento significativo del contesto ambientale: secondo i tecnici incaricati, non esistono elementi che dimostrino un peggioramento delle condizioni di stabilità dell’area rispetto a quelle già valutate nel 2019. I giudici hanno inoltre chiarito che l’amministrazione regionale non aveva alcun obbligo di accogliere o anche solo di pronunciarsi espressamente sull’istanza di revoca avanzata dal Comune, trattandosi di una richiesta di autotutela, materia in cui la pubblica amministrazione gode di ampia discrezionalità. Respinte anche le contestazioni sulla mancata partecipazione del Comune al procedimento: secondo il TAR, l’ente avrebbe comunque avuto la possibilità di intervenire e consultare gli atti. Alla luce di queste valutazioni, il ricorso è stato giudicato infondato. Il Comune di Serradifalco è stato inoltre condannato al pagamento delle spese legali, quantificate in 3 mila euro ciascuno in favore della Regione e della società controinteressata, oltre ai costi della verificazione tecnica. La decisione rappresenta un passaggio rilevante nella vicenda dell’impianto di contrada San Martino, confermando la validità delle autorizzazioni ambientali e riaprendo di fatto il percorso verso la realizzazione dell’opera.






