Caltanissetta sta scivolando in un degrado permanente. Da culla di civiltà, di poeti e intellettuali, quali Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Rosso di San Secondo, Nino Savarese, “da piccola Atene” come definita da Leonardo Sciascia, oggi, ridotta a una borgata svuotata, popolata ormai quasi solo da pensionati (è il Comune d’Itala con il più alto tasso di emigrazione giovanile, circa il 40%). Un declino che appare inarrestabile, figlio di un’amministrazione miope e inconcludente che tira a campare senza alcuna visione strategica. Il cuore pulsante di ogni comunità, il centro storico, è l'emblema di questo fallimento. Chi ci governa non solo non pianifica, ma con le proprie scelte aggrava lo spopolamento. Chi vive qui sperimenta ogni giorno disagi insostenibili che alimentano solo la voglia di fuggire: totale mancanza di presidi di sicurezza, desertificazione abitativa e commerciale. Mancano le idee, manca la competenza di chi è deputato a esprimerle, ma piuttosto, si preferisce puntare su sterili manifestazioni canore di semplice facciata che non lasciano alcuna ricaduta sul territorio. Un esempio lampante di questa mala gestione è Largo Barile, antistante lo storico palazzo dei Moncada: è stata da poco rifatta la pavimentazione e poi… nulla; l'area è stata abbandonata alle sterpaglie ed agli escrementi di animali. In compenso, sono stati cancellati oltre trenta
posti auto per i residenti. Chi abita qui (ormai di nisseni doc veramente pochi, ma audaci non so per quanto tempo ancora?!?) è costretto a parcheggiare a diverse centinaia di metri di distanza dalla propria abitazione, oppure, peggio, a subire le sanzioni delle forze dell’ordine. È paradossale che gli agenti passino dal centro storico non per garantire la sicurezza pubblica, ma per multare i pochi residenti disperati che osano lasciare l’auto con due ruote sui marciapiedi distrutti, sommersi da sporcizia ed erbacce. Mentre realtà molto più piccole della nostra si sono modernizzate e organizzate con ZTL efficienti: a Caltanissetta ogni innovazione sembra impossibile. La verità è che manca la volontà politica. Abbiamo amministratori bravi a parlare, ma totalmente incapaci di realizzare. Ventidue anni fa ho scelto di trasferirmi con la mia famiglia nel centro storico, in via Re d’Italia, una strada un tempo prestigiosa e frequentata da famiglie aristocratiche. Mi ero illuso che la qualità della vita, i servizi e le opportunità potessero migliorare. Oggi, con profonda amarezza, mi trovo davanti a un degrado senza eguali. La cosa più grave e dolorosa è il muro di gomma istituzionale. Qualsiasi tentativo di aprire un dialogo propositivo o di suggerire soluzioni pratiche e modeste per il rilancio, viene respinto. Gli amministratori si mostrano inavvicinabili, arroccati nella loro assenza di idee e privi di qualunque volontà di riscatto per il nostro centro storico. Caltanissetta non merita questo abbandono.
Salvatore Riggi, residente del centro storico
Centro storico, la rabbia di un residente: “Caltanissetta scivola verso il declino, viviamo tra sporcizia, multe e abbandono”

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