Assolto perché il fatto non sussiste. È la decisione emessa dal tribunale di Caltanissetta nei confronti di M.G., 51 anni, finito a processo con l’accusa di evasione dagli arresti domiciliari. L’episodio contestato risale alla notte del 29 ottobre 2021, quando i poliziotti della sezione Volanti della Questura si era recato nell’abitazione dell’uomo per effettuare un controllo. Dopo avere citofonato più volte senza ricevere risposta, gli agenti avevano ipotizzato che l’uomo si fosse allontanato dall’abitazione senza autorizzazione, facendo così scattare la contestazione del reato previsto dall’articolo 385 del codice penale. Nel corso del processo, però, la difesa, rappresentata dall’avvocato Mariangela Randazzo, è riuscita a dimostrare come il mancato riscontro al controllo fosse in realtà legato a un malfunzionamento del citofono condominiale. Determinanti si sono rivelate le testimonianze della madre dell’imputato e di un condomino, che hanno confermato i problemi tecnici dell’impianto proprio in quel periodo. A sostegno della tesi difensiva sono state inoltre prodotte le annotazioni della stessa polizia giudiziaria, nelle quali veniva evidenziato che, pur apparendo integro esternamente, dal piano strada non si udiva il suono del campanello. Elementi che hanno portato il giudice ad assolvere l’imputato, escludendo quindi la sussistenza del reato di evasione.







