Sono due le evasioni nel giro di poche ore a Caltanissetta, entrambe partite dagli arresti domiciliari, ma con esiti e sviluppi completamente diversi e nessun elemento che, almeno al momento, possa far collegare i due episodi. Il primo caso riguarda Giuseppe Marchese, 46 anni, trovato morto ieri sera nelle campagne di Caltanissetta dopo essersi allontanato dall’abitazione dove si trovava ai domiciliari con braccialetto elettronico. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe rotto il dispositivo di controllo per poi far perdere le proprie tracce. L’allarme è scattato subito dopo e sono state avviate le ricerche da parte dei carabinieri, concluse con il ritrovamento del corpo in un’area rurale. Al momento non sono note le cause della morte e gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. Il pubblico ministero di turno ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia, che dovrà chiarire con esattezza quanto accaduto. Completamente diverso il secondo episodio, che si è concluso con un arresto dopo ore di tensione. Protagonista Angelo Miraglia, 30 anni, nisseno, evaso dai domiciliari a Ragusa, dove stava scontando una pena con braccialetto elettronico. Non trovato durante un controllo della polizia, è scattato l’allarme e le ricerche si sono subito concentrate a Caltanissetta, dove gli investigatori hanno ipotizzato potesse trovarsi a casa di un conoscente, nel quartiere Santa Flavia. Proprio nella zona dell’appartamento, nella mattinata, sono stati uditi alcuni spari. Da quel momento l’area è stata isolata e presidiata dalle forze dell’ordine, coordinate dal questore Marco Giambra. Sul posto sono intervenuti anche i negoziatori e gli agenti dell’Unità operativa di primo intervento (Uopi) di Palermo, reparto specializzato antiterrorismo della Polizia di Stato. I residenti sono stati invitati a rimanere nelle proprie abitazioni mentre all’esterno si svolgevano le operazioni. L’uomo è rimasto per ore barricato all’interno dell’appartamento, armato. Poco prima delle 15 ha tentato la fuga uscendo improvvisamente dall’abitazione, ma è stato subito raggiunto e bloccato dagli agenti. È stata recuperata anche un’arma da fuoco. Non si registrano feriti. Restano da chiarire le circostanze degli spari uditi in mattinata. Chi ha sparato, e verso cosa? Al momento la polizia sta facendo una serie di sopralluoghi sia nell'abitazione dove l'uomo si è barricato che nell'abitazione dove risiedeva prima di scontare i domiciliari a Ragusta. Miraglia è figlio del cinquantottenne Emanuele Miraglia, rimasto ferito lo scorso 2 aprile durante una sparatoria avvenuta in contrada Iuculia, al culmine di una lite con un vicino. Per quell’episodio, il sessantaduenne che ha sparato è stato arrestato ed è attualmente in carcere con l’accusa di tentato omicidio. I due episodi, al momento, restano distinti e non risultano collegamenti tra le due evasioni. Le indagini sono in corso.






