Una partita di calcio per abbattere le barriere e parlare un’unica lingua: quella dello sport, dell’inclusione e dell’umanità. È il messaggio arrivato questo pomeriggio dal Centro di prima accoglienza di Pian del Lago, dove si sono sfidati in un clima di festa i ragazzi dell’Agesci e un gruppo di migranti ospiti della struttura. Un’iniziativa voluta dalla Prefettura di Caltanissetta che, però, al di là del risultato della partita, ha regalato soprattutto una scena capace di raccontare molto più di qualsiasi slogan.
Durante il match, infatti, un giovane scout si è fatto male in campo. Nulla di grave, ma il ragazzino è stato immediatamente circondato dall’affetto e dalla premura dei ragazzi immigrati che stavano giocando con lui. A prestargli le prime cure è stato un giovane medico egiziano arrivato in passato in Italia con un barcone e che oggi lavora stabilmente all’interno della struttura di accoglienza.
Un momento semplice ma fortemente simbolico che ha emozionato i presenti e che, forse più di ogni discorso istituzionale, ha mostrato il senso autentico dell’iniziativa: trasformare lo sport in uno strumento di incontro e conoscenza reciproca.
Presente all’evento anche il prefetto di Caltanissetta Licia Donatella Messina che ha parlato di “un’esperienza molto positiva”, sottolineando come “lo sport richieda rispetto delle regole e delle persone e sia la via migliore per favorire inclusione, accoglienza e solidarietà”.
L’iniziativa, come spiegato dalla capo scout Agesci Chiara La Verde, è nata direttamente dai ragazzi della squadriglia “Lupi”. “Hanno scelto di conquistare la specialità di internazionale parlando un’unica lingua che è quella dello sport insieme agli ospiti del centro di accoglienza”, ha spiegato. “Per noi la fratellanza internazionale è un principio per il quale il movimento si spende da oltre un secolo”.
Per qualche ora, sul campo di Pian del Lago, non ci sono stati migranti, scout, differenze culturali o storie lontane. Solo ragazzi che correvano dietro a un pallone, aiutandosi a vicenda. E forse è proprio questa l’immagine più forte lasciata dalla giornata.







