La decisione con cui il Tar di Palermo ha confermato l’informazione interdittiva antimafia emessa dal Prefetto di Caltanissetta nei confronti della società Ecoclean S.r.l. impone una riflessione anche da parte della politica. Giova tener presente che, ai sensi dell’art. 91, sesto comma del D.Lgs 159/2011, tale interdittiva viene rilasciata dal Prefetto di fronte a ipotesi di infiltrazione mafiosa desumibili “da provvedimenti di condanna anche non definitiva per reati strumentali all’attività delle organizzazioni criminali, unitamente a concreti elementi da cui risulti che l’attività d’impresa possa, anche in modo indiretto, agevolare le attività criminose o esserne in qualche modo condizionata”.
Cosi come va sottolineato un delicato passaggio della decisione del TAR riportato dalla stampa: “c’è un’inequivoca compromissione dell’impresa, derivante dai rapporti di parentela e di frequentazione (anche in tempi recenti) con soggetti appartenenti a consorterie mafiose, oltre che dalle riscontrate cointeressenze economiche-imprenditoriali, elementi tutti acquisiti nel pieno rispetto del principio del contradditorio”.
Il fatto che un’azienda cui il Presidente del Consiglio Comunale (il riferimento è a Gianluca Bruzzaniti, ndr) è legato per motivi patrimoniali e familiari appaia – per citare ancora la stampa – “fortemente esposta al pericolo di condizionamento mafioso” non può essere minimizzato o ricondotto ad una piccola polemica politica. Ciò è particolarmente vero in un contesto come il nostro ed in un momento segnato – purtroppo – dal susseguirsi di vicende giudiziarie che, a livello nazionale, regionale e locale, mettono fortemente discussione la credibilità della politica e delle istituzioni.
Chi amministra la cosa pubblica ha il dovere di assicurare il pieno rispetto della trasparenza e di dimostrare la propria impermeabilità rispetto ad ogni ipotesi di infiltrazione criminale. Di più, siamo convinti che sia anche interesse delle persone coinvolte in questa vicenda – a partire proprio dal Presidente del Consiglio Comunale – sottrarsi ad ogni possibile ambiguità, rinunciando a svolgere ruoli pubblici fino a quando non sia fatta piena chiarezza.
È quindi per evidenti ragioni di opportunità politica ed esprimendo l’auspicio che riesca a farsi chiarezza sull’intera vicenda, a tutela della onorabilità delle persone coinvolte, che chiediamo al Presidente del Consiglio Comunale di dimettersi.
Allo stesso tempo, chiediamo al Prefetto – verso il cui operato esprimiamo piena fiducia – di disporre ogni accertamento utile ad assicurare la piena impermeabilità del Comune di Caltanissetta rispetto a rischi di infiltrazione, promuovendo l’accesso ispettivo ai sensi dell’art. 143 del Tuel anche al fine di accertare se sussistano rapporti contrattuali tra l’Ente e l’impresa interessata dall’imterdittiva.
I cittadini devono potersi fidare ciecamente di chi amministra la cosa pubblica, è quindi necessario compiere ogni azione che assicuri trasparenza e pieno rispetto della legalità.
Il Partito Democratico continuerà a farlo, a tutti i suoi livelli.
Anthony Barbagallo – Segretario regionale PD
Renzo Bufalino – Segretario provinciale PD
Carlo Vagginelli – Consigliere Comunale PD
Greta Tassone – Segretaria Circolo PD
Davide Chiarenza – Responsabile Sicurezza e Legalità PD






