Un intervento che va ben oltre il dovere professionale quello compiuto dai soccorritori del Soccorso Nisseno, che presso l'ospedale Sant'Elia hanno evitato una tragedia imminente. Grazie alla prontezza di Salvatore Gentile e Cristian Gangi, un paziente che stava per essere dimesso in condizioni critiche è stato salvato a un passo dal baratro.
Il fatto
L'equipe di soccorso era stata chiamata per un comune trasporto in ambulanza: il paziente, dopo il periodo di degenza, doveva essere riportato a casa. Tuttavia, una volta giunti in reparto, Gentile e Gangi hanno notato immediatamente dei segnali allarmanti. Il paziente appariva in sofferenza respiratoria e quasi privo di sensi; nonostante dovesse essere dimesso, era evidente che le sue condizioni fossero incompatibili con il trasporto fuori dalla struttura.
L'uomo era rimasto senza ossigeno per diverse ore in attesa del trasferimento, nonostante necessitasse di alti flussi. Invece di procedere con il carico in barella, i due soccorritori hanno deciso di fermarsi e pretendere un controllo urgente dei parametri vitali da parte del personale ospedaliero.
Un salvataggio provvidenziale
La verifica della saturazione ha confermato i timori dei soccorritori: il paziente era in arresto respiratorio imminente. La tempestività di Salvatore Gentile e Cristian Gangi nel richiedere l'intervento immediato ha permesso ai medici di rianimare l'uomo e stabilizzarlo prima che fosse troppo tardi.
Il ringraziamento di parenti e sanitari
L'episodio ha suscitato grande commozione e gratitudine. Non solo i parenti del paziente, profondamente scossi, hanno voluto ringraziare pubblicamente i due soccorritori per aver agito con tale umanità e professionalità, ma anche lo stesso personale del Pronto Soccorso ha espresso un sentito riconoscimento ai due operatori.
“Vogliamo ringraziare immensamente Salvatore Gentile e Cristian Gangi,” dichiarano i familiari. “Se oggi il nostro caro è ancora qui, lo dobbiamo solo alla loro intuizione e al loro coraggio nel non fermarsi davanti a una procedura burocratica, salvandogli la vita in tempo.”





