(Adnkronos) – Il calcio italiano è (di nuovo) nel caos per l'inchiesta arbitri, nella quale 'debutta' la prima intercettazione. Il designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva (per alcuni episodi della stagione 2024/25) e gli è stato notificato un avviso di garanzia. Cos'è successo? L'accusa è di aver fatto pressioni su alcuni arbitri e aver scelto direttori di gara "graditi all'Inter". Ecco il punto della situazione sull'inchiesta condotta dal pm Maurizio Ascione e le novità fino a oggi, venerdì 1 maggio, dopo l'interrogatorio di ieri del supervisore Var Andrea Gervasoni. I fatti al centro dell'indagine si rifanno alla passata stagione: al centro ci sono alcune partite di Serie A (Udinese-Parma e Bologna-Inter), la semifinale di Coppa Italia di ritorno Inter-Milan e Salernitana-Modena di Serie B. Gli investigatori vogliono vederci chiaro anche su Inter-Verona del 2023-24: in particolare per l'episodio della gomitata di Bastoni a Duda. I riflettori si sono accesi anche su uno degli episodi più contestati dello scorso campionato: il mancato rigore concesso all'Inter nella sfida contro la Roma, nonostante un'evidente trattenuta di Ndicka su Bisseck.
Sono cinque gli indagati certi e altri che sarebbero già inseriti negli atti di un'inchiesta che si sta allargando pian piano a tutto il mondo arbitrale: oltre al designatore Gianluca Rocchi e al supervisore Var Andrea Gervasoni (entrambi autosospesi dai rispettivi ruoli), l'assistente Daniele Paterna e altri due assistenti alla sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto è che altri assistenti al Var siano indagati, ma al momento resta un mistero l'identità, così come resta il giallo sulle persone "in concorso" che avrebbero, secondo i capi d'imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali 'pilotate' di fischietti che sarebbero stati graditi all'Inter.
Gianluca Rocchi è stato intercettato ieri dal programma Mediaset Le Iene: "Lavoriamo in una maniera soltanto, per cui non abbiamo grandi problemi. Io sono trasparente con tutti su tutto. Lavoro sempre ed esclusivamente in una maniera soltanto". Il designatore ha anche parlato del lavoro fatto su una maggiore chiarezza del Var: "Totale, ma io l'ho sempre fatto, quindi non è che vi devo promettere quello che sto già facendo". Ieri è stato il giorno dell'interrogatorio di Gervasoni (Gianluca Rocchi non si è presentato su consiglio del suo legale D'Avirro, che ritiene di non avere elementi sufficienti per costruire la difesa: "Non posso portare una persona all'interno di un interrogatorio senza sapere quali sono gli elementi d'accusa. Un domani, quando chiuderanno le indagini, avrò a disposizione gli atti del processo, e a quel punto avrò il quadro chiaro della situazione e quindi ce lo porterò). Gervasoni è stato ascoltato per quattro ore. “Mi sono messo a disposizione del magistrato e rimango ora in attesa. Ho dato tutte le risposte che dovevo” ha detto ai cronisti, lasciando la caserma della Guardia di Finanza ‘Silvio Novembre’ di via Oglio, ribadendo di avere “rispetto per il lavoro dei magistrati”. Il pm Ascione ha fatto ascoltare a Gervasoni un'intercettazione tra due arbitri che 'tirano in ballo' il supervisore Var autosospeso. L'elemento presentato 'a sorpresa' nell'interrogatorio fa ritenere che l'inchiesta comprenda, appunto, anche intercettazioni.
Cos'ha detto Gervasoni? Michele Ducci, il suo legale, ha parlato così al termine dell'interrogatorio: “Su Inter-Roma abbiamo chiarito come anche in quella occasione non sia stato fatto un intervento. Le immagini lo chiariscono in maniera anche abbastanza efficace. Audio Var manomesso? Lo escludo al 100%”. Durante quella partita, del 27 aprile 2025, la sala Var non era intervenuta sul rigore non assegnato dall’arbitro ai nerazzurri per il fallo di Ndicka su Bisseck. “Una decisione che anche in questo caso viene presa in 10-15 secondi, dunque non c’è tempo materiale perché qualcuno insista per far prendere una decisione diversa piuttosto che un’altra” ha aggiunto l’avvocato. Quanto all’audio della sala var “non ho ascoltato nessun audio di Inter-Roma, quindi non so cosa dire”, ha aggiunto. (LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO)
Quale destino attende l'Aia? Nei prossimi giorni il Comitato Nazionale Aia si riunirà per proporre la decadenza di Antonio Zappi dal ruolo di presidente e da ogni carica federale (come previsto in caso di superamento dei 12 mesi di inibizione). Il Consiglio della Figc dovrà poi ratificarla e – senza Zappi – il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri dovrà riunirsi per indire elezioni entro 90 giorni. Tempi stretti, visto che a inizio luglio ci saranno da formare le nuove commissioni e il nuovo presidente dell'Aia si ritroverebbe i nuovi Organi tecnici definiti dalla governance precedente. Una situazione che, in questo contesto, potrebbe portare al commissariamento da parte della Figc. Al momento, alla guida dell'Aia c'è il vicepresidente vicario Francesco Massini. In questa situazione, qual è la posizione dell'Inter? Il club nerazzurro e i suoi dirigenti non sono indagati. Inoltre, pochi giorni fa, sulla questione è intervenuto anche il presidente Giuseppe Marotta: "Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi – le sue parole a Sky Sport, prima della partita di campionato contro il Torino – sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti". Sotto i riflettori, c'è anche un presunto incontro sugli arbitri graditi e sgraditi all'Inter. "Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Se ci aspettiamo che qualcuno venga ascoltato? Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere”.
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Inchiesta arbitri, dal caso Inter-Roma alla ‘spiegazione’ di Rocchi: le novità di oggi

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