Dalle assunzioni al Cefpas di Caltanissetta fino alla presunta influenza esercitata sulle nomine nella sanità siciliana. È questo il quadro delineato dall'inchiesta della Procura di Caltanissetta che coinvolge, tra gli altri, il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, ritenuto dagli investigatori una figura centrale di un presunto sistema di scambi di favori e rapporti clientelari.
Secondo l'accusa, l'influenza politica del parlamentare sarebbe stata determinante per la conferma di Roberto Sanfilippo alla guida del Cefpas e per la nomina di Giuseppe Capodieci alla direzione dell'Asp di Agrigento. Gli inquirenti parlano di un presunto patto corruttivo fondato su favori reciproci e vantaggi personali.
La Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Gallo Afflitto, Sanfilippo e Gioacchino Pontillo, mentre per Capodieci, Vincenzo Raitano, Pietro Tirone, Maria Luisa Zoda e Salvatore Giambelluca sono stati richiesti gli arresti domiciliari. Gli interrogatori preventivi davanti al gip sono stati fissati per l'11 giugno.
Come scrive Riccardo Lo Verso su Livesicilia, dentro dell'indagine figura Roberto Sanfilippo. Per gli investigatori, il direttore del Cefpas avrebbe ricambiato il sostegno ricevuto per la propria riconferma mettendosi a disposizione del deputato regionale. In questo contesto si inserirebbe anche la vicenda relativa all'assunzione di Gioacchino Pontillo, ritenuto vicino a Gallo Afflitto. Secondo la Procura, i criteri della selezione sarebbero stati costruiti su misura per favorirne la nomina e il candidato avrebbe conosciuto in anticipo alcuni aspetti della prova concorsuale.
Tra gli episodi contestati compare inoltre l'affidamento di incarichi professionali a Simona Sinatra, moglie del parlamentare. Sanfilippo le avrebbe conferito diverse consulenze e un contratto a tempo determinato, favorendone successivamente il trasferimento ad Agrigento attraverso un accordo tra Cefpas e Asp.
L'inchiesta prende in esame anche una consulenza da 128 mila euro assegnata a Domenico Reina per la realizzazione di una biblioteca digitale del Cefpas. Secondo gli investigatori, il professionista non avrebbe posseduto le competenze necessarie e il progetto sarebbe stato realizzato in subappalto da un'altra società per un importo inferiore. In questo contesto, i commissari Maria Luisa Zoda e Salvatore Giambelluca avrebbero attestato una ricostruzione non corrispondente alla realtà. Gli inquirenti ipotizzano che l'operazione fosse funzionale anche a finalità di consenso politico.
Un ulteriore filone riguarda la società Sice e il suo amministratore unico Pietro Tirone. In cambio dell'affidamento di lavori di manutenzione al Cefpas, Tirone avrebbe accettato di assumere persone segnalate dal deputato, tra cui alcuni professionisti a lui vicini.
Tra i beneficiari di incarichi, consulenze o altre opportunità figurano inoltre diversi soggetti che, pur citati negli atti dell'indagine, non risultano indagati. La Procura ritiene che tali incarichi rientrassero in un più ampio sistema di relazioni e favori volto a consolidare consenso e rapporti di fiducia attorno al gruppo di riferimento politico.





