(Adnkronos) – "La morte di Henry Nowak è sicuramente una ferita sociale molto importante, ma non credo che nel Regno Unito possa trasformarsi in una rivoluzione politica al pari di quanto è accaduto negli Stati Uniti con il movimento Maga". A dirlo in un'intervista all'Adnkronos è Glyn Morgan, professore presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Maxwell School dell'Università di Syracuse. "Al contrario, la corrente vicina a Donald Trump sta già approfittando di questa situazione per alimentare la propria narrativa. E lo stesso potrebbe accadere anche in altri territori europei, come Francia e Italia, dove l'argomento immigrazione è al centro del dibattito politico", ha aggiunto l'analista, nato nel Galles, formatosi nel Regno Unito e trasferitosi poi a Boston con la sua famiglia per insegnare ora nello Stato di New York. I suoi studi, così come i suoi numerosi libri, si basano proprio su continue ricerche socio-politiche che mettono a confronto Stati Uniti ed Europa. Morgan traccia un quadro analitico su ciò che sta accadendo nel Regno Unito a seguito della morte di Nowak, il 18enne ucciso a coltellate da un coetaneo di etnia sikh, Vikcrum Digwa, a Southampton, nel sud dell'Inghilterra. Una vicenda che è rapidamente uscita dai confini della cronaca per trasformarsi in un vero e proprio caso politico e sociale dal forte impatto transatlantico. Proprio nei giorni scorsi in Gran Bretagna è emerso un movimento spontaneo al grido di 'white lives matter', che riprende quello ancora più celebre, 'black lives matter', nato negli Stati Uniti a seguito della morte di George Floyd, avvenuta nel maggio del 2020. Anche lui, come il giovane Nowak, venne fermato dalla polizia, come sospettato, e ammanettato; entrambi, nel corso dell’arrestato, avrebbero evidenziato problemi di respirazione i quali, si vedrà successivamente, avrebbero contribuito alla loro morte pochi minuti dopo. Il punto di partenza dell’analisi che fornisce Morgan è proprio l'interconnessione mediatica e politica tra Europa e Stati Uniti. Il professore osserva che “una delle cose che è successa negli ultimi anni è che i media americani tendono a riprendere casi politici controversi che avvengono in Gran Bretagna e in Europa. La vicenda Novak non fa eccezione e si è rapidamente inserita nelle dinamiche di polarizzazione tipiche del movimento Maga americano. Il caso del 18enne inglese è diventato molto rilevante per gli Stati Uniti a causa dei parallelismi con il caso di George Floyd. Per la destra conservatrice d'oltreoceano, la vicenda è diventata un simbolo perfetto da spendere nella guerra culturale quotidiana”. Morgan spiega che si tratta di “un caso molto importante per la destra in America, perché pensano di poterlo utilizzare come l'esempio tipico di ciò che accade quando la Sinistra woke prende il controllo di istituzioni come la polizia, lasciando che le diversità si spingano troppo oltre a discapito della difesa delle origini etniche di un territorio”. Sul piano sociale, l'impatto nel Regno Unito evoca dinamiche speculari a quelle viste nelle città americane, invertendone però il segno ideologico: dalla difesa delle persone di pelle nera, a quella di pelle bianca. Se il caso Floyd aveva generato l'ondata di proteste del movimento 'black lives matter', la vicenda Novak sta catalizzando reazioni di matrice opposta. “Questo scenario solleva inevitabilmente la questione se la situazione debba o meno destare preoccupazione – prosegue il professore – Penso che il caso di Henry Novak potrà avere anche nel corso delle prossime settimane un impatto tanto grande quanto quello avuto da George Floyd. Infatti le prime rivolte già ci sono state, guidate da Tommy Robinson, un personaggio dichiaratamente di estrema destra”. A rendere la situazione ancora più tesa è il cortocircuito che sta colpendo le istituzioni. Il governo britannico si trova infatti paralizzato, stretto tra le politiche di inclusione promosse negli ultimi anni e il violento contraccolpo dell'opinione pubblica. Morgan sottolinea le difficoltà oggettive dell'esecutivo: “Il governo di Starmer si trova letteralmente tra l’incudine e il martello, perché ha cercato di riformare la polizia per renderla più consapevole dal punto di vista razziale. Ma il paradosso sta nel fatto che, nonostante stiano cercando di seguire i nuovi protocolli, alla fine sono in un vicolo cieco. Durante l’arresto del giovane Novak, vedendo le immagini delle body cam, sembra proprio che le forze dell’ordine stessero seguendo esattamente ciò che suggeriva l'addestramento però, poi, sfortunatamente, si è rivelato un disastro totale. Se ampliamo il raggio d’azione, notiamo come per l’esecutivo, già nel pieno di crisi politica interna, la vicenda del 18enne inglese sia diventata una vera e propria bomba mediatica e sociale che rischia di fare dei danni nel breve periodo, a loro svantaggio, se non gestita nella maniera giusta”. Un altro punto di unione tra Europa e Stati Uniti, sono le rispettive destre che spingono sempre di più verso regole migratorie ancora più ferree e stringenti. “Anche se credo che la traduzione di questo malcontento in un successo politico ed elettorale della destra populista, sul modello del movimento Maga negli Stati Uniti, possa incontrare ostacoli strutturali notevoli qui in Europa e ora nel Regno Unito. Analizzando la posizione di Reform Uk, il partito che più di altri cerca di intercettare questa insoddisfazione, emerge l’assenza di una strategia di crescita per via della mancanza di coerenza per affrontare tutte le difficoltà che colpiscono la Gran Bretagna e l'Europa. A mio avviso Reform Uk è semplicemente un movimento di protesta, un movimento monotematico ma che, oltre alla questione immigrazione, non propone soluzioni su altre questioni come il contrasto alla crescita dell’inflazione, al costo della vita, o soluzioni sui conflitti internazionali. Nulla di tutto questo”. La preoccupazione principale per Morgan, in conclusione, non sembra riguardare un imminente ribaltamento degli equilibri di governo, bensì la tenuta del tessuto sociale. “Il sistema politico del Regno Unito possiede degli anticorpi istituzionali che mancano nel modello americano. Il meccanismo del sistema maggioritario spinge l'elettorato moderato verso il voto tattico per fermare Reform Uk. Le cose andrebbero diversamente con regole elettorali differenti. Sarebbe molto diverso se la Gran Bretagna avesse un sistema proporzionale, in quel caso Nigel Farage avrebbe il 30% del parlamento. Ma in un sistema maggioritario uninominale come quello del Regno Unito, è molto difficile ottenere la maggioranza nelle condizioni in cui si ritrova ora. La vicenda Novak, dunque, rischia di essere una profonda ferita sociale e istituzionale, piuttosto che una rivoluzione politica immediata”. (di Alessandro Allocca)
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“L’omicidio Nowak è una ferita sociale, possibile impatto come caso Floyd”, l’analisi dell’esperto

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