Il sospetto degli investigatori si concentra sempre di più sulla cerchia familiare. È questa, al momento, la pista ritenuta più solida nell’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella, il piccolo centro del Molise sconvolto dalla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, decedute durante le festività natalizie per un presunto avvelenamento da ricina.
Secondo quanto emerge da fonti investigative, negli ultimi giorni la Squadra Mobile avrebbe intensificato gli interrogatori di parenti e persone vicine alle due famiglie. Tra le quattro o cinque persone finite sotto osservazione, ce ne sarebbero due considerate particolarmente rilevanti dagli investigatori. A pesare sarebbero soprattutto alcune incongruenze emerse durante le testimonianze raccolte in Questura. Gli investigatori stanno infatti confrontando le diverse versioni fornite dai testimoni e, in più casi, sarebbero state rilevate contraddizioni che potrebbero rivelarsi decisive per ricostruire quanto accaduto.
Per avere un quadro più chiaro serviranno ancora diverse settimane, mentre proseguono senza sosta gli accertamenti della polizia. Da oggi fino a sabato continueranno gli interrogatori, mentre il nuovo sopralluogo nell’abitazione dove si sarebbe verificato l’avvelenamento verrà effettuato nei prossimi giorni. Gli specialisti torneranno nella casa alla ricerca di eventuali tracce della sostanza tossica che avrebbe provocato la morte delle due donne.






