(Adnkronos) – La Procura di Modena ha chiesto la perizia d’urgenza, con la formula dell'incidente probatorio, per Salim El Koudri l'uomo che sabato 16 maggio ha falciato con la sua auto sette pedoni nel pieno centro della città. Da quanto apprende l'Adnkronos sono tre, in sostanza, i motivi per cui il procuratore capo Luca Masini e la pm Monica Bombana, che coordinano le indagini, hanno chiesto di procedere: le pregresse diagnosi psichiatriche stabilite da un centro di salute mentale, le condotte attuate dall'arrestato – in carcere con l'accusa di strage e lesioni aggravate – e la necessità di procedere con celerità per "cristallizare" le reali condizioni di El Koudri. La richiesta sarà valutata dalla giudice per le indagini preliminari Donatella Pianezzi, quindi solo se accolta la giudice procederà a indicare un proprio perito e le parti (procura e difesa) dei propri consulenti. L'eventuale perizia potrà essere quindi usata in caso di processo rendendo molto più celere il dibattimento. "Siamo soddisfatti. Le indagini vanno nella direzione di accertare le condizioni fisiche e psichiatriche che per noi sono la ragione del gesto che non è né l'odio, né il terrorismo", afferma all'Adnkronos Fausto Gianelli, l'avvocato di El Koudri. "Avremmo potuto chiederla noi la perizia psichiatrica – sottolinea il legale – , ma la Procura di Modena che sta lavorando benissimo e con celerità ha ritenuto di farlo cogliendo la necessità di cristallizzare con urgenza, con la formula dell'incidente probatorio le condizioni di Salim El Koudri". In attesa di capire se la richiesta di perizia psichiatrica d'urgenza avanzata dalla procura di Modena verrà accolta, il difensore continua a incontrare l'uomo in carcere, il quale rifiuta di vedere i familiari, ma accetta invece i controlli medici e le cure mirate. Il giovane "non ha una rimozione di quanto accaduto con la sua auto in pieno centro a Modena, ma non sa dire il perché, qual è stato il motivo o la ragione – spiega Giannelli – . Se gli chiedo se è stato per odio, rabbia o assenza di lavoro scuote la testa. Quando gli parlo dei feriti ascolta con interesse, non so se qualcosa si smuove dentro…è una maschera di sale che guarda nel vuoto". Sulle analisi dei dispositivi sequestrati all'arrestato, il difensore si mostra abbastanza tranquillo dell'assenza di video compromettenti, così come su una cronologia di navigazione che non dovrebbe portare a contestare l'aggravante dell'odio o del terrorismo. "Hanno sentito i vicini di casa, persone della moschea che non lo hanno mai visto, sono abbastanza convinto che non abbia fatto ricerche che possano destare sospetti. Per me sono le sue condizioni fisiche e psichiatriche la ragione del gesto" conclude l'avvocato Gianelli.
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Modena, la Procura chiede perizia urgente per Salim El Koudri: tre i motivi dietro la richiesta

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