“Con l’attività giudiziaria odierna si è reso un servizio ai cittadini, in particolare a quelli di Niscemi, già gravati dal gravissimo problema della frana. Cerchiamo di aiutare la cittadinanza scrollandole di dosso il fardello di Cosa nostra”. Lo ha detto il procuratore capo di Caltanissetta, Salvatore De Luca, nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina al comando provinciale dei carabinieri di Caltanissetta sull’operazione che ha portato a 35 arresti a Niscemi. Secondo il magistrato, “con l’attività odierna Cosa nostra a Niscemi è ridotta ai minimi termini” e “per un bel po’ di tempo non sarà più in grado di nuocere”. De Luca ha parlato di “una mafia particolarmente violenta”, soffermandosi in particolare sulle figure di Alberto e Sergio Musto, che ha definito “mafiosi senza tema di smentita”. Il procuratore ha spiegato che l’indagine, sviluppatasi sul piano delle attività economiche, si è concentrata in particolare su due settori, tra cui quello della raccolta degli oli vegetali esausti. “Si tratta di un’attività lecita, ma che richiede autorizzazioni specifiche”, ha detto, sottolineando che i Musto avrebbero imposto un monopolio del settore a Niscemi senza avere alcuna autorizzazione, appoggiandosi prima a una ditta di Licata e poi a una ditta catanese, entrambe sottoposte a sequestro. L’aggressione, secondo quanto emerso, sarebbe stata rivolta nei confronti delle aziende che operavano nel settore per imporre la supremazia di una ditta su un’altra. Problemi sarebbero sorti anche per alcuni esercenti locali, costretti a modificare i propri accordi commerciali. Dalle indagini è inoltre emerso che Alberto Musto avrebbe voluto espandere questa egemonia anche a Gela e ad altri settori, in particolare quelli degli oli minerali e della plastica. De Luca ha poi indicato Alberto Musto come “il paradigma del mafioso secondo tutte le regole e i crismi tradizionali”, soffermandosi anche sul controllo del traffico di droga. “Diceva: noi non siamo spacciatori. Il punto era avere il controllo del territorio, quindi chiunque volesse spacciare doveva avere la sua autorizzazione”, ha riferito il procuratore, spiegando che questa autorizzazione comportava una remunerazione oppure la disponibilità a mettersi al servizio di Cosa nostra in caso di necessità. Sono emersi, inoltre, “contatti significativi con Cosa nostra gelese e catanese”. L’operazione eseguita oggi scaturisce dalla precedente inchiesta “Mondo Opposto”, che aveva portato a 29 arresti. Il comandante provinciale dei carabinieri di Caltanissetta, Alessandro Mucci, ha sottolineato come il provvedimento complessivo riguardi 56 indagati e contesti ulteriori ipotesi di associazione mafiosa, con particolare riferimento alla famiglia Musto. Al centro delle indagini, ha spiegato, “le infiltrazioni nel tessuto economico e sociale di Niscemi”, realizzate anche attraverso l’imposizione di contratti a commercianti e imprenditori. Secondo quanto ricostruito, i fratelli Musto avrebbero costretto numerosi esercizi commerciali, in particolare nel settore della ristorazione, a sottoscrivere accordi con le aziende da loro indicate, garantendo un monopolio nella raccolta degli oli esausti. Un sistema che avrebbe assicurato vantaggi sia all’organizzazione mafiosa sia alle imprese coinvolte, queste ultime favorite nell’imporsi sul mercato. Il meccanismo, ha aggiunto Mucci, prevedeva anche che in alcuni casi fossero gli stessi Musto a occuparsi direttamente della raccolta, pur in assenza delle necessarie autorizzazioni, mentre alle aziende veniva garantita l’esclusiva sul territorio. Il giro d’affari avrebbe fruttato fino a 500 euro ogni mille litri di olio raccolto. Le indagini hanno inoltre documentato oltre 200 episodi tra cessioni e detenzione di sostanze stupefacenti. Emblematiche alcune intercettazioni, tra cui quella in cui Alberto Musto rivendica il controllo della criminalità sul territorio: “questa è malavita e a Niscemi la gestisco io”. Un contesto in cui, secondo gli investigatori, anche la reticenza di alcuni commercianti è stata ritenuta indicativa di possibili condotte di favoreggiamento.








