Teatro Margherita gremito in ogni ordine di posto per ricordare uno degli studiosi più amati del territorio. È stato un successo oltre ogni aspettativa il primo Premio Storico-Letterario dedicato a Gero Difrancesco, che giovedì sera ha trasformato il teatro cittadino in un grande spazio di memoria, cultura, confronto ed emozione. Il numeroso pubblico ha riempito il teatro richiamando istituzioni, studiosi, magistrati, avvocati, studenti e cittadini provenienti da diverse parti della Sicilia e d’Italia, confermando quanto il pensiero, gli studi e l’eredità culturale di Gero Difrancesco continuino ancora oggi a essere vivi. Alla serata, diretta dalla giornalista Rita Cinardi, hanno preso parte il questore Marco Giambra, il viceprefetto Fernando Trombadore, il luogotenente dei carabinieri Davide Basilici, l’ex questora Giusy Agnello, la funzionaria del Provveditorato agli Studi Roberta Contino, gli assessori comunali Toti Petrantoni e Salvatore Licata, il sindaco di Campofranco Rosario Nuara, il sindaco di Bompensiere Salvatore Virciglio, il vicesindaco di Sutera Onofrio Grizzanti insieme a componenti della giunta e del consiglio comunale. Particolarmente intenso il momento dedicato al ricordo di Gero Difrancesco affidato alla figlia Giacoma, che ha raccontato il padre attraverso aneddoti personali, ricordando soprattutto la sua grande apertura mentale e quella passione quasi viscerale per lo studio delle carte che gli ha consentito di riportare alla luce quelle che amava definire “storie scordate”: vicende dimenticate che senza le sue ricerche negli archivi sarebbero probabilmente rimaste sconosciute. Sul palco si sono alternati, intervistati dalla giornalista Rita Cinardi, il professore Marcello Saija, la professoressa Fiorella Falci, il professore Giuseppe Astuto, l’avvocato Sergio Iacona, lo scrittore Enzo Russo e lo psicoterapeuta Giuseppe Virciglio, che hanno restituito al pubblico il profilo umano, culturale e intellettuale di Gero Difrancesco da punti di vista differenti. Particolarmente apprezzato anche l’intervento dell’ex questora Giusy Agnello, salita sul palco per condividere il proprio ricordo personale. Grande partecipazione anche per il concorso storico-letterario rivolto alle scuole superiori. A prendere parte al bando sono stati l’istituto superiore Rapisardi-Da Vinci, il liceo scientifico Alessandro Volta, il liceo classico Ruggero Settimo, l’istituto Manzoni-Juvara e l’istituto Sebastiano Mottura. La giuria, presieduta dalla professoressa Sonia Zaccaria, era composta da Marcello Saija, Marisa Sedita Migliore, Fiorella Falci, Giuseppe Astuto, Elena Faraci, Simona Modeo, l’avvocato Sergio Iacona, Francesco Iacona, laureato in storia medievale, lo scrittore Enzo Russo, il regista Beppe Cino e il consigliere di Corte di Cassazione Giovanbattista Tona. I riconoscimenti sono stati consegnati dalla figlia di Gero Difrancesco, Giacoma, insieme alla moglie di Gero, Anna Salamone e ai piccoli Giulio e Antonino, in uno dei momenti più emozionanti della serata, che ha unito memoria familiare, cultura e passaggio ideale tra generazioni. Ad aggiudicarsi il primo premio, del valore di 700 euro, è stato l’istituto Manzoni-Juvara con l’elaborato “Riesi 1919. Il sangue delle promesse infrante”, realizzato dagli studenti Alice Michela Agnello, Francesco Fiore, Flavia Provenzano e Gloria Fatima Tricoli, con referente la professoressa Rossana Lanzalaco. Secondo posto e premio da 500 euro al liceo scientifico Alessandro Volta con “Il sangue e la polvere: Riesi e la genealogia del riscatto siciliano nell’opera di Gero Difrancesco”, elaborato realizzato dagli studenti Chiara Marchese e Giuseppe Bova, referente la professoressa Romina Restivo. Terzo premio da 300 euro al liceo classico Ruggero Settimo con “Il caso Notarbartolo, esempio di crisi nell’Italia liberale”, realizzato dallo studente Emilio Ingiaimo, referente la professoressa Valeria Natale. Ad allietare la serata sono stati i Bossa Club Quartet. Il batterista Filippo Falcone ha inoltre voluto condividere un ricordo personale dell’amicizia con Gero e della comune passione per la musica. Sul palco anche Gianfranco Cammarata che ha interpretato il racconto “Il Vascello del Colera”. Uno spazio importante è stato dedicato anche ai temi dell’integrazione grazie alla cooperativa Etnos. Sul palco sono intervenuti il presidente Fabio Ruvolo e due giovani immigrati, Omar e Ahmed, che hanno raccontato il proprio percorso di crescita e inclusione. A chiudere la serata il catering preparato dai ragazzi di N’Arancina Speciale e Aut Cafè. Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Calogero Palermo per l’allestimento scenografico del palco con piante, alberelli ed essenze, ad Angelo Rizza per il service audio e luci, all’Associazione Nazionale Carabinieri nucleo Odv per il servizio d’ordine e antincendio, a Irene Cosentini e a tutto lo staff del servizio di sala. Più che una semplice premiazione, quella andata in scena al Teatro Margherita è stata una grande serata collettiva di memoria. E il teatro pieno, forse, ha restituito il messaggio più importante: Gero Difrancesco, scomparso improvvisamente lo scorso ottobre, è riuscito a mettere insieme persone, idee e generazioni diverse.






















