“Per forza dobbiamo avere un computer? Per forza dobbiamo avere internet? E soprattutto: tutti sono in grado di prenotare online?”. È la domanda, amara ma concreta, che pone un cittadino nisseno, Salvatore Pio Di Benedetto, dopo un’esperienza vissuta negli uffici dell’Anagrafe del Comune di Caltanissetta.
L’uomo racconta di essersi recato nei giorni scorsi negli uffici comunali per prenotare il passaggio della carta d’identità della moglie dal formato cartaceo a quello elettronico. Una pratica apparentemente semplice, che però si sarebbe scontrata con una realtà ormai sempre più digitalizzata.
“Mi sono rivolto a una impiegata allo sportello – racconta – ma senza nemmeno alzare la testa dal piano di lavoro mi è stato risposto che le prenotazioni si fanno solo col computer e senza alcuna eccezione”.
Un episodio che, al di là del singolo caso, apre una riflessione più ampia sul rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, soprattutto quelli meno abituati agli strumenti digitali.
Di Benedetto sottolinea infatti come fino a poco tempo fa fosse possibile ricevere assistenza in un ufficio vicino all’ingresso del municipio, possibilità che adesso non ci sarebbe più. E se lui, pur con difficoltà, è riuscito a completare la procedura online, il pensiero va a chi non possiede un computer, non ha una connessione internet o semplicemente non ha dimestichezza con la tecnologia.
“Il mio pensiero vola a quel vecchietto che usiamo sempre citare come esempio teorico: come dovrebbe fare?”, scrive.
A rendere ancora più paradossale la situazione sarebbe poi la data disponibile trovata dal sistema per il rinnovo del documento: 6 ottobre 2026. Un’attesa che il cittadino mette in relazione con gli annunci governativi sull’obbligatorietà futura della carta d’identità elettronica.
“Come si possono conciliare queste due circostanze?”, si chiede.
Nel suo racconto emergono anche indicazioni contrastanti ricevute informalmente: chi avrebbe suggerito addirittura di dichiarare il documento smarrito per accelerare i tempi, chi invece avrebbe parlato della possibilità di richiedere la carta d’identità in altri comuni, come San Cataldo.
“Insomma – conclude – noi cittadini navighiamo in un mare in tempesta e non c’è nessuno che ci consigli o ci aiuti davvero a risolvere i problemi”.
Una riflessione che tocca un tema sempre più attuale: la transizione digitale dei servizi pubblici e il rischio che una parte della popolazione, soprattutto anziani e persone meno alfabetizzate digitalmente, possa rimanere esclusa o incontrare enormi difficoltà nell’accesso a servizi essenziali.








Non è necessario avere un PC o una connessione internet, la prenotazione per richiedere la CIE, è possibile effettuarla presso alcune cartolerie abilitate, come mi è stato consigliato da una impiegata addetta al rilascio.
Evidentemente non tutti gli impiegati ne sono a conoscenza.