(Adnkronos) – Sono otto i giovani indagati per aver aggredito e ucciso Gianluca Ibarra Silvera la sera del 26 maggio alla stazione Certosa di Milano, in concorso con altre nove persone "in corso di identificazione", si legge nel decreto di fermo disposto dal pm Elio Ramondini e dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini nei confronti del 19enne peruviano, fermato ieri sera e di un 20enne al momento irreperibile. A loro i pm contestano, oltre all'aver commesso l'omicidio in un gruppo di più di cinque persone, anche l'aggravante della premeditazione. Dopo un diverbio con la vittima, suo fratello e un amico avvenuto alle 21.50 nel sottopasso e fuori dalla stazione, i 17 complici, che si definivano appartenenti ai 'Latin King', avrebbero messo in atto una "azione preordinata dell'intero gruppo", muovendosi "in modo unitario e compatto". I 17 giovani, dopo aver individuato Gianluca Ibarra Silvera insieme al fratello e all'amico sulla banchina del binario 5, si sono disposti lungo quella del binario 1, controllando le eventuali vie di fuga. A quel punto hanno attraversato i binari, per raggiungere alla spicciolata le tre vittime. Prima le avrebbero minacciate, strisciando per terra le bottiglie di vetro che avevano in mano e frugandosi nei pantaloni e nei borselli a tracolla. Quando i tre, spaventati, hanno iniziato a scappare lungo la banchina in direzione Villapizzone e poi sui binari, li avrebbero inseguiti, lanciando contro di loro sassi e bottiglie. Nella fuga il 22enne è caduto. E' allora che il gruppo lo ha circondato e, mentre era a terra, si è accanito su di lui con pietre, coltelli e cocci di bottiglia. Il ragazzo è stato colpito una trentina di volte a tronco, braccia e gambe, prima di venire trascinato per alcuni metri e gettato all'interno di una stretta intercapedine tra i binari e la cinta della stazione, dove è stato ritrovato intorno alle 22.15. Inutili i tentativi di rianimazione e il trasporto d'urgenza al Fatebenefratelli: in ospedale, alle 23.30, il 22enne è stato dichiarato morto. Alla brutale aggressione ha assistito, nascosto a poca distanza, il fratello della vittima. La sua testimonianza è stata fondamentale per l'identificazione degli aggressori, insieme alle immagini dei sistemi di videosorveglianza e alla geolocalizzazione dei loro telefoni, che li inchiodano nella stazione di Milano Certosa tra le 19.25 e le 22.19, subito dopo l'omicidio.
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Omicidio alla stazione Certosa di Milano, 8 indagati e 9 da identificare. Il pm: “Azione premeditata”

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